Se sei alle prime armi con queste piante ecco alcuni consigli utili:
È necessario procurarsi un vaso alto almeno 15cm. Le radici ed i tuberi di queste piante tendono ad andare in profondità ed il contatto diretto con l’acqua ne causa la marcescenza o ne compromette la riproduttività;
Evita di cercare il tubero nel vaso. Se ha iniziato a germogliare rischi di danneggiarlo irreparabilmente;
NON vanno concimate. Le piccole plantule nate da seme sembrano apprezzare una spruzzata di concime fogliare diluito in acqua demineralizzata ogni 3 settimane (senza esagerare).
Valgono le stesse regole seguite per le altre carnivore: Acqua rigorosamente demineralizzata! Va bene la stessa utilizzata per il ferro da stiro (purché non sia profumata o contenga sostanze chimiche), la piú usata è sicuramente quella piovana.
È importante sapere che:
In inverno sono nel pieno del loro vigore. Non essendo piante palustri 1-2 cm di acqua nel sottovaso in questo periodo bastano e avanzano;
A primavera inizieremo a togliere gradualmente l’acqua, mantenendo comunque umido;
In estate le tuberose vogliono un terreno quasi totalmente asciutto, si bagna ogni 2 settimane;
Con l’arrivo dell’autunno inizieranno lentamente a germogliare e dovremmo ricominciare a bagnare in modo progressivo;
Per coltivarle al meglio si predilige un mix composto da sabbia di quarzo fine e torba in un rapporto 70-30 con 1-2 cm di sola sabbia in superficie. Di solito si mette dello sfagno secco o fiocchi di spugna sul fondo del vaso per migliorare il drenaggio.
È necessario procurarsi un’ottima torba bionda acida di sfagno con queste caratteristiche:
– PH: 3.5 – 4.5
– Azoto: < 1
– Sostanza organica: > 80 %
– Grado di decomposizione: H1-H
È sconsigliata la perlite in quanto potrebbe bloccare la crescita in profondità dei germogli oppure essere confusa con i tuberi bianchi di alcune piante (ad esempio la Drosera Zigzagia).
È importante una buona esposizione al sole, anche diretto, per diverse ore al giorno (in autunno-inverno è difficile che si brucino).
Durante l’estate i vasi vanno spostati in posti freschi e ventilati.
L’usanza piú diffusa è di coltivarle all’esterno o in serra fredda tutto l’anno, possibilmente in un punto ben arieggiato e con una buona umidità.
Se necessario riporle in terrario (con luci LED, che non scaldano) solamente nei mesi eccessivamente freddi. Si deve mantenere una temperatura di 10-15 gradi, non piú alta perché simuleremmo il caldo primaverile-estivo ed andrebbero in riposo.
Il travaso è incredibilmente semplice: Arrivata l’estate cercheremo direttamente il tubero. Una volta trovato lo si mette a dimora in terreno nuovo (consigliato) oppure lo si conserva in luogo buio, fresco ed asciutto. Si possono usare le bustine di plastica con chiusura ermetica, ma ogni tanto va controllata la formazione di muffe.
Il tubero va piantato a circa 2cm di profondità e, se non siamo certi di come posizionarlo, basterà poggiarlo in orizzontale! Così facendo non si rischia che la parte da cui germoglia sia rivolta verso il basso.
Importante: Non si deve compattare eccessivamente il terreno quando si mette a dimora la pianta o il tubero, in modo da permettere alle radici di crescere piú facilmente.
P.S. Non tutti ne sono al corrente ma la torba, anche se secca, può contenere dei funghi o delle muffe che possono causare infezioni se abbiamo tagli o ferite sulle mani. Indossa dei guanti in lattice mentre la usi.
La fioritura di queste piante avviene a gennaio ed il fiore si apre ed appassisce in poco tempo, anche in un solo giorno, per cui bisogna affrettarsi.
Tolte alcune eccezioni come la Peltata, Auriculata, Hookeri e Bulbosa, che sono autoimpollinanti, le tuberose necessitano di impollinazione manuale incrociata per permetterci di raccogliere semi. Per impollinare la modalità è la stessa di qualsiasi altra pianta, raccogliere il polline dagli stami con un cotton fioc inumidito e passarlo sullo stigma dell’altro fiore.
Quando l’ovario inizia a crescere ed i petali a seccare lo si incappuccia con le bustine da thè per non disperdere i semi e per raccoglierli piú facilmente.
La germinazione è piuttosto difficile da ottenere e occorre mettere a bagno i semi in acido gibberellico.
Alcune varietà hanno dei semi particolarmente duri, sarà necessario scarificarli: Raschiarli delicatamente con carta abrasiva e poi metterli in acqua tiepida per almeno 24 ore. È il caso della Stolonifera e della Gigantea.
Sarà utile la stratificazione a caldo in ambiente umido ed a una temperatura di circa 30 gradi. Questo procedimento simula la stagione estiva nella quale si troverebbero in natura. Sono esentate da questa procedura la Hookeri, la Auriculata e la Macrantha.
I semi vanno piantati in estate per dare il tempo ai germogli di crescere e svilupparsi per essere pronti a generare un tubero con l’arrivo dell’estate successiva. I semi dovrebbero quindi germinare entro ottobre, massimo novembre.
Substrato per la semina: Lo stesso in cui teniamo le piante adulte purché la sabbia in superficie sia particolarmente fine o potrebbe inficiare la nascita e la crescita delle nuove plantule.
Se si vogliono ottenere nuove piante la soluzione migliore è aspettare. Ogni anno verranno prodotti da 1 a 6 tuberi in base alla varietà (caso a parte la Zonaria 0 / 1) e potremmo “accontentarci” di questi!