È utilissimo, per capire la salute ed i bisogni del nostro “cepha”, osservare l’opercolo. Se è chiuso la pianta ha carenza di acqua oppure c’è scarsa umidità, in caso contrario rimarrebbe ben aperto.
Il Cephalotus è particolarmente predisposto ad alcune malattie che necessitano di prevenzione oltre ad una cura vera e propria. Si parla in particolare del Pythium, dell’Oidio e della Botrite (consulta la guida malattie e parassiti per saperne di piú). Un ottimo stratagemma preventivo è la rimozione manuale di tutte le parti morte e secche, tenendolo pulito.
Utilizzare solo vasi discretamente grandi in rapporto alle dimensioni della pianta. Con i travasi oltre a bloccarne temporaneamente la crescita, si rischia di ucciderlo per via delle sue delicatissime radici.
NON va concimato. Il primo anno aiuta qualche pallina di osmocote posta a metà vaso per far sviluppare le radici, ma non è indispensabile.
La piú usata è, probabilmente, quella piovana. Alcuni coltivatori irrorano con acqua di rubinetto ma deve essere piuttosto pulita. In questa eccezione l’acqua si può dare anche dall’alto stando però attenti a non creare ristagni tra foglie e ascidi.
Il livello idrico varia a seconda della stagione, in inverno si annaffia dall’alto senza sottovaso, in estate si lascia circa 1cm di acqua costante. Ci teniamo a precisare che non è detto che questi livelli vadano bene per chiunque e per qualunque Cephalotus, è sempre bene fare esperienza personalmente!
Per non far surriscaldare troppo acqua e terreno si usano vasi traspiranti in terracotta o retati cambiando l’acqua frequentemente.
Il vaso va riempito con un mix realizzato con il 30% di perlite e il 70% di un’ottima torba bionda acida di sfagno con queste caratteristiche:
– PH: 3.5 – 4.5
– Azoto: < 1
– Sostanza organica: > 80 %
– Grado di decomposizione: H1-H5
Al mix torba-perlite va aggiunto, in superficie, uno strato di 1-2cm di quarzo a grana grande.
Importante: Non si deve compattare eccessivamente il terreno quando si mette a dimora la pianta, questo per permettere alle radici di crescere piú facilmente.
Per far crescere al meglio questa pianta è fondamentale un’ottima esposizione al sole.
Scegliete una zona soleggiata del vostro balcone/giardino, possibilmente esposta a sud (per garantire più ore di sole).
Se il sole è eccessivamente forte la pianta mostrerà delle bruciature. In questo caso si può scegliere una posizione che rimanga ombreggiata nelle ore piú calde.
Può rimanere fuori tutto l’anno ma, per l’inverno, meglio avere una serra fredda. Ottimi risultati si ottengono in terrario ma bisogna tenere sotto controllo umidità e ventilazione oltre a garantirgli almeno 10 ore di luce artificiale.
Il Cephalotus non necessita tassativamente di riposo invernale, nel suo habitat naturale subisce difficilmente lunghi periodi di freddo intenso.
È una pianta che predilige luoghi molto ventilati (altrimenti rischia di manifestarsi l’Oidio).
Sono assolutamente da evitarsi le gelate, se non si dispone di serra fredda o terrario le soluzioni sono 2: Lo si porta in casa (in terrario o dietro una finestra ben illuminata) oppure lo si copre con del TNT, controllandolo spesso per verificarne le condizioni.
Il periodo migliore per travasare è la primavera.
Dopo che abbiamo estratto la pianta dobbiamo lavarla accuratamente e molto delicatamente e avere cura di rimuovere le eventuali parti secche. È fondamentale in questa fase l’attenzione a non rovinare le radici!
Diversamente dalle altre carnivore non dobbiamo infossarlo o metterlo ad altezza bordo vaso ma bensì porlo sopra una montagnetta in modo da far discendere gli ascidii più facilmente e simulare la sua location in natura. I Cephalotus sono soliti crescere lungo pareti costiere quasi verticali.
Prima di metterlo in vaso è consigliato avvolgere il colletto in sfagno vivo. Ricorda di bagnare bene la torba prima di travasare!
P.S. Non tutti ne sono al corrente ma la torba, anche se secca, può contenere dei funghi o delle muffe che possono causare infezioni se abbiamo tagli o ferite sulle mani. Indossa dei guanti in lattice mentre la usi.
Il fiore di questa pianta può arrivare a 50cm ed è autoimpollinante, anche se incrociare due piante diverse è sempre piú interessante. Se la pianta è più piccola di 7 cm di diametro è consigliato tagliarlo perché può debilitarla eccessivamente.
Lo stelo arriva a fare anche molti fiori, ognuno dei quali produce tra i 6 e i 10 semi.
La riproduzione da seme è tuttavia poco diffusa perché ci vogliono circa 3 anni per avere una pianta adulta. Molto piú efficiente è la talea (fogliare, da stelo floreale o da radice) messa a dimora in sfagno vivo perché impiega “solo” 2-3 mesi per farci vedere nuove plantule.