Potrebbero farti comodo alcune nozioni di base:
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Nomenclatura: Il “fusto” della Sarracenia si chiama Ascidio, in cima a questo troviamo l’Opercolo che copre totalmente o parzialmente (in base alla varietà) l’imboccatura della trappola vera e propria. Sul bordo dell’ingresso trappola troviamo il Peristoma, produce nettare e sostanze cerose. Sono queste sostanze zuccherine che invitano le prede a posarsi su di esse per poi attirarle verso l’interno dell’ascidio;
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Non ama particolarmente il vento, soprattutto se forte e prolungato. Si badi che questo non crea necessariamente problemi di salute alla pianta, va a incidere piú su un fattore estetico-funzionale: Il vento piega gli ascidi e, oltre a permettere agli insetti di uscire, rischia di far cadere le piante a dimora in vasi piccoli e di far scoprire il loro rizoma. Per ovviare al problema occorre legare tutti gli ascidi tra loro e fissarli a dei lunghi bastoncini piantati nel vaso;
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Se coltivi questa pianta ti capiterà sicuramente di vedere degli ascidi molto piú schiacciati e con aperture della trappola piccolissime o assenti, si tratta dei Phyllodia (volgarmente “vele”). Sono delle foglie non carnivore che vengono prodotte generalmente ad inizio e fine stagione vegetativa, e la cui funzione principale è aumentare la superficie utile alla fotosintesi. Nota bene: La presenza di molti Phyllodia durante la stagione vegetativa potrebbe segnalare un’esposizione al sole non sufficiente o la presenza di parassiti. Consulta la guida Malattie e Parassiti per saperne di piú;
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Anche la Sarracenia, come tutte le piante carnivore eccetto le Nepenthes, NON va concimata. C’è chi si cimenta con esperimenti all’osmocote a lento rilascio;
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Se coltivi questa pianta solo perché molto appariscente ed esteticamente appagante prendi in considerazione il fatto di mettere dell’ovatta nell’ingresso della trappola. È vero che questo non gli permette di mangiare ma gli ascidi piú belli resteranno tali per intere stagioni (ovviamente non tappare tutte le entrate, la pianta dovrà pur mangiare!).
Rigorosamente distillata!
Puoi utilizzare quella del ferro da stiro (se non profumata) o raccogliere l’acqua piovana.
Di solito si scarta la prima pioggia, sopratutto se raccolta in zone abitate, perché contiene polveri e smog.
La Sarracenia non si annaffia dall’alto, la pianta assorbe l’acqua dal sottovaso. Assicuratevi che ci sia sempre acqua abbondante, anche fino a coprire tre quarti del vaso (la Sarracenia Psittacina vive con acqua costante fino al bordo)!
Ci sono varietà di Sarracenia, ad es. la Purpurea, i cui ascidi vanno riempiti per 1/3 con acqua distillata, questo le aiuta nella digestione della preda.
Per ricreare il perfetto habitat, procuratevi della perlite (diametro circa 2-5mm) e una buona torba bionda acida di sfagno (senza ammendanti) con queste caratteristiche:
– PH: 3.5 – 4.5
– Azoto: < 1
– Sostanza organica: > 80 %
– Grado di decomposizione: H1-H5
Fate un mix 70% torba e 30% perlite. Tenete in considerazione però che la Sarracenia vive bene anche in sola torba, la perlite viene aggiunta piú che altro per alleggerire il vaso.
BAGNATE BENE, STRIZZATE IL COMPOSTO OTTENUTO e iniziate a riempire il vasetto senza compattare eccessivamente il terreno.
La Sarracenia necessita di stare all’esterno per tutto l’anno.
Puoi rimetterla dentro casa per una notte se credi che la temperatura possa scendere particolamente, rischiando di far gelare l’acqua nel sottovaso.
Consigliamo di mettere al riparo anche in caso di pioggia molto intensa o grandine. La torba verrebbe scavata scoprendo rizoma e apparato radicale della pianta e gli ascidi verrebbero danneggiati.
Per far crescere piante sane e rigogliose è fondamentale un’ottima esposizione al sole (8 ore di sole diretto al giorno garantiscono ottimi risultati).
E’ importante la coltivazione all’esterno poiché la pianta ha bisogno di percepire i cambi di temperatura e di illuminazione dovuti all’alternanza delle stagioni.
Con l’arrivo dell’inverno la pianta rallenterà la crescita e inizierà sempre piú spesso a produrre i Phyllodia (le cosiddette vele).
Alcune varietà, ad esempio la Sarracenia Leucophylla, producono queste foglie fino ad autunno, per poi produrre ascidi veri e propri
Non preoccupatevi se in questo periodo le vostre piante non hanno un bell’aspetto, è normale ed inoltre un buon riposo invernale è fondamentale per una successiva stagione vegetativa rigogliosa!
È una pianta che si può travasare quasi tutto l’anno, ma vanno evitati i periodi eccessivamente freddi o caldi. Tra Novembre e Febbraio c’è il cosiddetto riposo invernale, è un ottimo momento per rinvasare!
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Prepara un mix di torba e perlite 70-30% (anche la sola torba può andar bene).
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Rimuovi il panetto di terra dal vecchio vaso.
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Sbriciola la torba fino ad estrarre la piantina.
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Sciacqua bene la pianta dal residuo di torba, anche con acqua di rubinetto.
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Inserisci il nuovo mix nel vasetto (ricordati di bagnare e strizzare). Consigliamo di posizionare un dischetto struccante o fiocchi di spugna sul fondo del vaso. Questo ci permette di mantenere il sottovaso pulito e di rendere il composto piú drenante.
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Pratica un buco nel substrato e alloggiaci la piantina accostandogli delicatamente altra torba per chiudere il foro.
È importante infossarla bene in modo tale che rizoma e punti di crescita non siano troppo esposti, rischiando di cadere vittime (piú facilmente se non altro) di parassiti quali la Cocciniglia o di bruciarsi con il sole. Non serve esagerare, 1cm sotto il livello della torba dovrebbe bastare.
P.S. Non tutti ne sono al corrente ma la torba, anche se secca, può contenere dei funghi o delle muffe che possono causare infezioni se abbiamo tagli o ferite sulle mani. Se puoi indossa dei guanti in lattice mentre la usi.
Niente panico! Sono dovuti principalmente al ricambio fogliare della pianta.
Ogni ascidio, dopo un pò di tempo, inizia a seccarsi (di solito partendo dall’Opercolo), e pian piano perde completamente vitalità. Quando è diventato completamente secco si può tagliare alla base.
È bene precisare, tuttavia, che se molti ascidi non sono piú turgidi e ben eretti (ma flosci e adagiati a terra) per ragioni non dovute ad errori di coltivazione dobbiamo correre ai ripari.
Consulta la pratica guida Malattie e Parassiti poiché la tua pianta POTREBBE aver contratto il Pythium o il c.d. cancro al rizoma. È importante peró indagare a fondo sulle possibili cause prima di prendere drastiche decisioni, la pianta potrebbe aver semplicemente sofferto un caldo eccessivo!
Si tratta di una tecnica di riproduzione che permette di generare cloni genotipicamente identici alla pianta madre, il lato negativo è che ci vuole molto tempo (diversi anni per ottenere piante adulte).
Si sceglie un Ascidio in salute e lo si stacca dal Rizoma avendo cura di prelevare piú porzione meristematica possibile (la parte bianca alla base dell’Ascidio). A questo punto è consigliato avvolgere la base in solo sfagno vivo e chiuderla in un sacchetto di plastica aiutandoci con un elastico.
È importante l’esposizione al sole: Meglio evitare il sole diretto prolungato, questo ne causerebbe un’eccessiva e repentina disidratazione!
La talea può impiegare fino ad un anno per radicare e a questo punto bisogna trapiantarla in una sfagnera oppure in un vasetto con torba e perlite al 70%-30% in una posizione non eccessivamente soleggiata, per poi esporla gradualmente al sole diretto.
I nuovi piccoli ascidi dovrebbero spuntare entro il successivo anno.
È preferibile ottenere divisioni delle Sarracenia tramite separazione del rizoma, metodo molto piú facile e veloce.
Quando la vostra Sarracenia sarà adulta produrrà dei fiori in primavera. Potrete divertirvi ad impollinarli per ottenere dei semi.
Potremmo così sperimentare l’incrocio tra diverse varietà che riteniamo interessanti!
Ricorda però che i semi di Sarracenia necessitano di stratificazione a freddo!
Bisognerà quindi riporre i semi in frigorifero avvolti in una garza, all’interno di un piccolo contenitore pieno di acqua distillata per 30-40 giorni. Così facendo possiamo seminare durante tutto l’anno e veder spuntare le nuove plantule in circa 20-25 giorni. Questa procedura non serve durante l’inverno, il freddo rompe naturalmente l’involucro che riveste il seme.
Per la semina la procedura è relativamente semplice, basta appoggiare delicatamente i semi in un composto di sola torba, senza affossarli.